Latino

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L’accento

L’accento in latino è regolato da quattro leggi:

Legge del trisillabismo

L’accento non può risalire oltre la terzultima sillaba.

Legge della baritonesi

L’accento non può cadere sull’ultima sillaba.

Legge della penultima

Nelle parole con tre o più sillabe la posizione dell’accento dipende dalla quantità della penultima sillaba. Se la penultima sillaba è lunga, l’accento cade sulla penultima sillaba (imperātor si pronuncia imperàtor). Se la penultima sillaba è breve, l’accento cade sulla terzultima sillaba (insŭla si pronuncia ìnsula). La quantità della penultima sillaba di una parola è sempre indicata sul dizionario.

Legge d’enclisi

Quando a una parola viene attaccata una particella enclitica (cioè sprovvista di accento), l’accento viene messo sulla sillaba che precede immediatamente la particella.

Un esempio pratico

Facciamo un esempio pratico usando la parola bucinātŏr (che significa trombettiere).

La legge del trisillabismo ci dice che l’accento non può risalire oltre la terzultima sillaba, quindi di sicuro non è su bu.

La legge della baritonesi ci dice che l’accento non può trovarsi sull’ultima, quindi non è nemmeno su tor.

La legge della penultima è quella che ci permette di collocarlo sulla sillaba giusta in base alla quantità della penultima sillaba; se la penultima è lunga, si trova lì, altrimenti si trova sulla terzultima. Qui la penultima, cioè na, è lunga, per cui è quella che ha l’accento.

La parola si legge bucinàtor.

Nel caso in cui venga aggiunta una particella enclitica, l’accento si sposta. Attacchiamo allora alla parola la particella enclitica più frequente in latino, cioè -que (che si traduce con e davanti alla parola a cui si lega), facendola quindi diventare bucinatorque. In questo caso l’accento si sposta sulla sillaba che precede immediatamente la particella, che qui è tor.

La parola si legge bucinatòrque (che significa e il trombettiere).