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Ermes e Tiresia (Gymnasion 1)

Traduzione della versione Ermes e Tiresia del libro Gymnasion 1:

Ermes1, volendo mettere alla prova l’arte divinatoria di Tiresia (per capire) se fosse vera2, rubò i suoi buoi da un campo e andò da lui in città, rendendosi simile a un uomo, e fu (suo) ospite.

Essendo annunciata a Tiresia la perdita della coppia di buoi, (egli), prendendo (con sé) Ermes, uscì dalla città (letteralmente andò nel sobborgo) per trarre gli auspici riguardo al furto (letteralmente per esaminare l’auspicio riguardo al furto).

Ed Ermes, vedendo dapprima un’aquila, che volava da sinistra a destra, riferì (ciò) a Tiresia.

Poiché (Tiresia) diceva che questa cosa non li riguardava (letteralmente non era riguardo a loro), (Ermes), vedendo che una cornacchia era posata su un albero e che ora guardava in alto, ora chinava la testa verso terra, riferì3 (ciò) a Tiresia.

Quello, rispondendo, disse: “Ebbene, la cornacchia giura sul cielo e sulla terra che riavrò i miei buoi, purché lo voglia anche tu (letteralmente che recupero i miei buoi, se vuoi)”.

Ermes, Hermes ed Ermete sono nomi che designano lo stesso dio.

Letteralmente “volendo mettere alla prova l’arte divinatoria di Tiresia se è vera”, ma in italiano non possiamo mantenere la stessa struttura che la frase presenta in greco, perché la traduzione non sarebbe corretta.

Va bene anche “mostrava” (come indica il vocabolario del libro), ma la traduzione riportata sopra sta meglio, dato che Tiresia era cieco.