Greco

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Socrate parla del dolore e del piacere

Autore

Platone

Libro

γραφίς

La versione inizia con:

Ὁ δὲ Σωκράτης ἀνακαθιζόμενος εἰς τὴν κλίνην…

La versione termina con:

…ἥκειν δὴ φαίνεται ἐπακολουθοῦν τὸ ἡδύ

Traduzione

Socrate, sedendosi sul letto, piegò la gamba e la massaggiò con la mano e, mentre la massaggiava, simultaneamente disse: “Quanto strana, uomini, sembra in qualche modo essere questa cosa che gli uomini chiamano piacere; quanto meravigliosamente è in relazione con ciò che sembra essere contrario, il dolore, per il fatto che questi due non vogliono essere presenti contemporaneamente nell’uomo, ma, qualora uno insegua uno dei due e lo prenda, più o meno è costretto in qualche modo a prendere sempre anche l’altro, come se fossero attaccati a un’unica testa, nonostante siano due.

E a me sembra – disse – che, se Esopo avesse considerato queste cose, avrebbe composto un racconto secondo cui il dio, volendo riconciliare questi, che sono in guerra, poiché non ci riusciva, legò insieme le loro teste (letteralmente unì in un’unica cosa a loro le teste) e per questo motivo, ogni volta che è presente uno dei due, segue poi anche l’altro.

Come dunque sembra (essere capitato) anche a me; poiché a causa della catena c’era il dolore nella gamba, tuttavia sembra che giunga1 di seguito (letteralmente seguendo) il piacere”.

1 Il senso della frase è che il dolore avvertito alla gamba a causa della catena se n’è andato e sta lasciando spazio a una sensazione di sollievo.